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Il fattore Ucraina complica il quadro. Perché il petrolio minaccia Bitcoin? 🛢️

La strategia del Presidente Donald Trump per stabilizzare i prezzi dell'energia ha incontrato un muro inaspettato. Per compensare la chiusura dello Stretto di Hormuz a causa della guerra con l'Iran, l'amministrazione Trump aveva temporaneamente sollevato le sanzioni sul petrolio russo.

Tuttavia, l'Ucraina ha lanciato un'offensiva massiccia con droni contro raffinerie e porti a Leningrado, riuscendo a paralizzare quasi il 40% della capacità di esportazione della Russia.

Come ci influenza questo nel mondo cripto?

Questo nuovo focolaio di tensione ha nuovamente fatto salire i prezzi del petrolio: il Brent torna a quotare sopra i $100 e il WTI si riprende verso i $94. Per Bitcoin, questo è un vento contrario diretto. Il petrolio costoso alimenta l'inflazione, il che preme la Fed a mantenere i tassi di interesse alti per più tempo e persino considerare nuovi aumenti.

Il supporto dei $65k a prova

Come mostra il grafico di consolidamento, Bitcoin è stato resiliente nell'intervallo dei 50 giorni, ma la combinazione di un petrolio in aumento, un dollaro forte e l'incertezza geopolitica sta mettendo a prova quella base. Attualmente, BTC lotta per rimanere vicino ai $68,500, ma gli operatori di opzioni stanno già scommettendo su una maggiore volatilità temendo che la liquidità globale si riduca se l'inflazione non cede.

Con il petrolio che rompe i $100 e la Fed sotto pressione, credete che la struttura dei $65k reggerà questo nuovo shock geopolitico o è ora di regolare gli Stop-Loss?

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